IGIENE DEL SONNO
Per riposare al meglio la temperatura della stanza non dovrebbe mai superare i 24°C
Soprattutto dopo una certa età, la temperatura della stanza in cui si dorme non dovrebbe superare i 24 °C. Se è superiore, l’organismo innesca dei meccanismi di compensazione che provocano uno stress cardiovascolare. Lo dimostra uno studio condotto dai ricercatori della Griffith University di Brisbane, in Australia, i cui risultati sono stati pubblicati su BMC Medicine. In esso una cinquantina di persone con più di 65 anni sono state controllate mentre un dispositivo registrava le temperature delle stanze e un altro, un fitness tracker monitorava la frequenza cardiaca tra le 21 e le 7, durante un’estate australiana. Dai dati di oltre 14.100 ore di sonno è emerso che i 24°C rappresentano la soglia di sicurezza: se si resta al di sotto il sonno procede regolarmente senza particolari alterazioni, ma se si oltrepassa questa temperatura il cuore pompa con maggiore frequenza, perché cerca di inviare sangue in periferia, al fine di raffreddare le estremità. E ciò si traduce in uno stress cardiaco che, sebbene, pur non essendo grave, dura per per tutte le ore in cui si dorme.
Gli autori ricordano che da tempo è stata indicata la temperatura di 26°C come ideale per gli ambienti chiusi durante il giorno, in estate, ma finora non c’erano limiti altrettanto chiari per quella notturna. Ora i 24°C possono essere assunti come parametro di riferimento, per riposare al meglio nelle calde notti estive e non solo.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 14 febbraio 2026
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