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Lo yoga, praticato regolarmente, abbassa
la pressione in chi è in sovrappeso o obeso

Lo yoga aiuta le persone in sovrappeso o già obese ad abbassare la pressione, e ha effetti positivi anche sul colesterolo cosiddetto cattivo, sia pure di modesta entità. Lo sancisce una metanalisi che ha valutato trenta studi condotti in ogni parte del mondo, che hanno coinvolto un totale di circa 2.700 persone con un indice di massa corporeo che segnalava i chili di troppo. Come riportato su PLOS Global Public Health, il risultato è stato coerente e ha dimostrato che praticare yoga regolarmente, per un tempo medio di tre ore a settimana (in media due lezioni), significa ridurre la pressione sistolica di 4,35 millimetri di mercurio (mmHg), e quella diastolica di 2,06 mmHg: valori non trascurabili, per chi oltretutto è a rischio a causa dlel peso. Inoltre le lipoproteine dannose o LDL calano in media di 0,08 millimoli per litro (mm/L) di sangue, mentre quelle benefiche (le HDL) aumentano di 0,6 mm/L. Ci sono indizi sul fatto che anche i parametri infiammatori e quelli associati alla glicemia migliorino, ma le prove sono meno forti dal punto di vista statistico.

L’antica disciplina indiana, che negli ultimi anni ha incontrato un successo crescente a tutte le latitudini, si conferma quindi come pratica a bassissimo costo, accessibile a chiunque, che apporta benefici tanto alla psiche quanto al fisico: compreso quello delle persone obese.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 9 maggio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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