Macrofago

Il suo nome significa “grande mangiatore”, ed effettivamente è in grado di divorare i microrganismi che entrano clandestinamente. Ma è anche un cannibale, che non disdegna gli abitanti morti...

NOME: Agente Macrofago

SPECIE: cellula bianca

RAZZA: mieloide

PROFESSIONE: coordinatore di terra e specialista in rimozione

SEGNI PARTICOLARI: Massiccio ma estremamente agile e atletico, si muove con destrezza e velocità in qualunque territorio. Il suo nome significa “grande mangiatore” ed effettivamente ben descrive la sua principale caratteristica: è un fagocitatore professionista e digerisce qualsiasi cosa, dai microorganismi alieni che, regolarmente, invadono la Nazione, ai rifiuti prodotti dagli stessi civili. Agente Macrofago è anche cannibale e saprofita, cioè si nutre di sostanze in decomposizione, non disdegnando nemmeno di mangiare gli abitanti morti della Nazione o di uccidere e mangiare i ribelli Anarco-Insurrezionalisti del Cancro.

Ma Agente Macrofago non è l’unico dotato di stomaco di ferro: nella Nazione esistono anche altre stirpi fagocitarie. Portano tutte un tatuaggio a forma di ferro di cavallo, che rappresenta il loro Nucleo (ogni stirpe ha decorato il suo simbolo in maniera specifica). 

Agente Macrofago possiede un discreto arsenale di armi, tra cui le più letali sono: lisosomi (granuli di acido che contengono lisozimi, dispositivi per la digestione delle vittime designate) e l’ossido nitrico, un gas tossico.

UN LAVORO PERICOLOSO - La professione di fagocitatore non è esente da rischi: la morte per avvelenamento e indigestione è la più frequente tra i membri della stirpe dei macrofagi, i quali però non si tirano mai indietro. Come molte altre cellule bianche, anche gli Agenti Macrofagi hanno un altissimo senso del dovere e portano avanti il loro compito fino alla propria morte, se necessario.

In seguito a queste loro poco raffinate abitudini alimentari, per molto tempo i macrofagi sono stati considerati “spazzini” rozzi e ignoranti da parte di molte altre stirpi di cellule bianche, soprattutto da quelle dei reparti speciali dotate di armi di precisione, come i linfociti. Una nomea davvero ingiusta, visto che una parte dei successi dei linfociti stessi dipende proprio dal lavoro “sporco” dei macrofagi, che non sono dotati di una fine intelligenza e di una memoria potente - è vero - e dunque non riescono a riconoscere ogni singolo nemico, ma sono quasi sempre tra i primi ad arrivare sul campo di battaglia. I reparti “killer” dei macrofagi M1 cominciano a eliminare i nemici, e intanto rinforzano le postazioni attraverso una fitta rete di segnali strettamente codificati (chiamati Codici Interleuchina, o Codici IL, numerati da 1 a 35), che richiamano gli altri reparti speciali. La sequenza dei Codici è di vitale importante per coordinare l’attacco e portare l’azione militare al successo.

Nel frattempo qualche emissario macrofago si reca nelle centrali di addestramento dei reparti speciali - i cosiddetti Linfociti T - lanciando l’allarme tramite uno speciale Codice di Riconoscimento Nemico (i militari lo chiamano, in sigla, MHC II) e tramite il Codice di Mobilitazione Generale (in sigla, IL-12). Senza questi segnali, non potrebbe essere attivata la produzione delle armi specifiche di distruzione di massa, gli Anticorpi.

DOPO LA BATTAGLIA - Sono i macrofagi che rimuovono dal campo di battaglia i nemici colpiti dalle armi intelligenti dei linfociti ed eliminano le macerie. Poi un sottoreparto speciale, gli M2, lanciano il Codice del Cessate il Fuoco (IL10) e guidano la ricostruzione dei Territori danneggiati dallo scontro, stimolando la ripopolazione da parte dei civili e riparando le strade danneggiate.

LE ORIGINI - I macrofagi vengono alla luce tutti nel cuore della regione Midollare Ossea, e fino alla maturità vengono chiamati Monociti. Tuttavia, sono una stirpe di migratori e, quando ancora sono giovani, lasciano per sempre le loro terre: attraverso le Grandi Vie dei Vasi, raggiungono i territori di destinazione. Esistono diverse comunità di macrofagi nella Nazione, ognuna caratterizzata da un dialetto e da usanze peculiari. Le Kupfer, per esempio, vivono nell’enclave del Fegato, la microglia nell’estremo nord della Nazione, nel cuore del Cervello, la Città Eletta. Nelle Caverne del Vento dei Polmoni vivono gli Alveolari, e negli Altopiani delle Ossa la comunità degli Osteoclasti. Tuttavia non è insolito trovare macrofagi e giovani monociti nomadi; si spostano continuamente lungo le Grandi Vie dei Vasi e offrono i loro servizi in tutti i distretti della Nazione, là dove ce n’è bisogno.

Non dobbiamo però pensare che i macrofagi siano degli antisociali. Certo, è meglio non farli arrabbiare, data la loro “attitudine” al cannibalismo, ma sono anche piuttosto socievoli e cooperativi. In situazione di emergenza, come un’invasione in corso, rispondono ai segnali di allarme lanciati da altri agenti e accorrono numerosi per dare rinforzo. Poi, a loro volta, coordinano gli altri reparti speciali per l’obiettivo comune: contrastare e debellare ogni attacco dei nemici delle Nazione.

In alcuni casi, i macrofagi danno vita a una vera e propria fusione carnale di più individui. Queste piccole comunità chiuse, chiamate di Langhans, sono state per molto tempo considerate delle sette perverse, ma poi si è scoperto che al loro interno venivano intrappolati i Koch, pericolosissimi bacilli alieni, contro cui nessuna arma è efficace. L’isolamento totale dal resto della Nazione, all’interno di quelle comunità, è l’unico modo per evitare che i Koch prendano il sopravvento. Ora le Comunità di Contenimento Langhans sono considerate con il massimo rispetto: una comunità di eroi che annullano la propria individualità per proteggere gli altri.

LATI OSCURI - Non se ne parla volentieri, ma c’è un ultimo compito, ingrato però necessario alla sopravvivenza. I macrofagi sono chiamati a tenere sotto stretto controllo, uccidendoli e mangiandoli se necessario, i loro parenti stretti, i Neutrofili, cioè la prima fanteria che interviene in caso di attacco. Una cellula bianca che mangia un proprio simile non è cosa facile da accettare e, anche per questo, i macrofagi sono - nello stesso tempo - temuti, rispettati e disprezzati tra i Reparti dell’Esercito della Nazione. Quando questo controllo non avviene, quando qualche macrofago non ubbidisce strettamente agli ordini, le conseguenze per i Territori della Nazione possono essere anche gravissime: si perde il controllo delle truppe, che arrivano anche a danneggiare coloro che invece dovrebbero difendere.

 

Chiara Segrè
Data ultimo aggiornamento: 07 dicembre 2014