Vaccinazione anti-morbillo,
quella spray è meno efficace

In un momento in cui il dibattito sui vaccini è incandescente, e l’Australia ha appena deciso di non concedere più sussidi sociali a chi non vaccina i propri figli, il New England Journal of Medicine pubblica uno degli studi più vasti mai condotti sull’efficacia terapeutica del vaccino antimorbillo, paragonando i risultati ottenuti somministrando il farmaco nella versione spray nasale, a quelli registrati utilizzando la versione tradizionale (iniezione sottocutanea).

Gli autori, pediatri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di Ginevra e di alcuni istituti di New Dehli (India), hanno reclutato circa duemila bambini di età compresa tra i 9 e i 12 mesi di vita (l’età considerata ideale per l’immunizzazione), e ne hanno seguiti 1.956 fino al giorno fissato per la valutazione dell’avvenuta (o meno) formazione degli anticorpi, il novantunesimo dalla vaccinazione. Il risultato è stato molto chiaro: il vaccino in spray funziona, ma è meno efficace di quello iniettivo. Se, infatti, l’85,4% dei neonati che avevano ricevuto lo spray è risultato immunizzato, nel secondo gruppo la percentuale è risultata più alta, pari al 94,6% dei vaccinati, con una differenza del 9,2%.

La versione spray può comunque risultare preferibile al vaccino classico in zone del mondo nelle quali praticare iniezioni sicure a un grande numero di bambini può essere difficilie, per vari motivi, come, appunto, alcune zone dell’India. Basta sapere  – sostengono gli autori –  che il tasso di successo sarà inferiore, e controllare maggiormente i bambini nel tempo.

 

A.C.
Data ultimo aggiornamento: 16 aprile 2015