Tre sistemi difensivi per le piante (e gli uomini possono imparare...)

Anche le piante, nel loro piccolo, si difendono. Combattono contro virus e batteri, e ora si sa meglio in che modo ci riescono, grazie a uno studio pubblicato sulla rivista PLoS Pathogens  dai botanici dell’Università del Missouri (Stati Uniti).

Fino a ora si è sempre creduto che le piante avessero un unico sistema difensivo, che seguiva diversi passaggi per giungere alla sconfitta del germe invasore. Ma lavorando su una pianta molto simile al pomodoro, però a crescita più rapida, la Arabidopsis Thaliana, gli autori si sono accorti che di meccanismi ve ne sono tre distinti, ciascuno attivo in modo esclusivo, cioè quando gli altri due non lo sono. In comune hanno delle proteine simili per struttura e funzione, chiamate recettori immuni, ma attive in risposta a stimoli diversi. Questa suddivisione risponde a criteri di economicità del sistema: se tutti e tre entrassero in funzione contemporaneamente ci sarebbe, oltre a uno spreco di energie, un rischio di danni in altre funzioni della pianta, come quella di dare frutti.

I dati raccolti dai ricercatori americani potrebbero essere utili per studiare rimedi più efficaci contro malattie che ogni anno provocano immensi danni tanto alle piante ornamentali quanto, appunto, a quelle sfruttate dall’uomo come il pomodoro, il riso, la soia, consentendo di limitare l’impiego di pesticidi. Inoltre, dalla comprensione di questi meccanismi potrebbero derivare informazioni utili anche per le infezioni che colpiscono gli esseri umani, o cure per queste patologie.

A.C.
Data ultimo aggiornamento: 17 marzo 2015