"Stimolante" più anticorpo monoclonale: così si potenzia l’effetto anti-melanoma

L’aggiunta di uno specifico stimolante del sistema immunitario, chiamato sargramostim, all’anticorpo monoclonale ipilimumab, usato contro il melanoma, migliora il tasso di sopravvivenza dei pazienti con malattia avanzata, confermando indirettamente le potenzialità di un’azione antitumorale incentrata sul sistema immunitario.

L’ipilimumab è il primo anticorpo specificamente approvato contro il melanoma; il suo ruolo è bloccare una proteina chiamata CTLA-4, che agisce da freno della risposta immune alle cellule neoplastiche, e permettere così alle normali difese di agire contro di esse.

Gli oncologi del Dana Farber Cancer Center di Boston (Usa) hanno quindi voluto verificare, su quasi 250 malati, l’effetto di uno stimolante sulla risposta del sistema immunitario. Hanno così scoperto che la sopravvivenza dei pazienti, dopo un anno, è passata dal 52,9 al 68,9%.

Non è cambiato, invece, il tempo della progressione, e cioè del tempo impiegato in media dalla malattia per dare segni di nuova crescita, pari a 3,1 mesi. Secondo gli studiosi, questo potrebbe essere dovuto al fatto che i due farmaci generano uno stato di infiammazione che favorisce la crescita e che, se così fosse, si potrebbe facilmente contrastare tale effetto. In ogni caso, l’abbinamento dei due medicinali tende ad allungare, come dicevamo, la sopravvivenza.

Prima di poter tratte conclusioni definitive comunque – ricordano gli autori sul Journal of American Medical Association (JAMA) - dovranno essere condotte sperimentazioni cliniche su campioni più ampi di malati.

 

Data ultimo aggiornamento: 11 novembre 2014