Quando curare la mamma fa bene al figlio

Uno studio dimostra che l’assunzione di immunoterapici durante la gravidanza riduce il rischio che il nascituro sia un allergico

L’immunoterapia contro le allergie assunta da una donna incinta può far diminuire sensibilmente il rischio che il figlio sviluppi a sua volta un’allergia alimentare, l’asma, la dermatite e le altre manifestazioni allergiche.

Lo dimostra uno studio presentato all’ultimo meeting dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI) di Baltimora dai ricercatori dell’Università del Tennessee, che hanno chiesto a 192 donne allergiche di età compresa tra i 8 e i 48 anni di riferire in merito alla situazione clinica loro e dei loro figli, e alle cure eventualmente fatte in gravidanza.

Il risultato è stato che i figli delle donne che avevano assunto un vaccino specifico hanno avuto il 16% in meno di allergie rispetto a quelli delle donne che o non avevano assunto l’immunoterapia o l’avevano sospesa in gravidanza; la protezione esercitata dai vaccini sulle madri sembra quindi avere effetto anche sui figli.

Il dato è importante, poiché se un bambino ha entrambi i genitori allergici, la sua probabilità di essere allergico è del 75%; se l’allergico tra i genitori è uno solo, il rischio è compreso tra il 30 e il 40%, contro il 10-15% dei bambini che non hanno parenti allergici.

 

Agnese Codignola
Data ultimo aggiornamento: 15 novembre 2014

Fonte: assistant professor Jay Lieberman M.D. Memphis, David Bernstein pediatrics University of Tennessee Health Science Center