Nuova molecola blocca le cellule che avviano l’artrite reumatoide

Una scoperta effettuata dai ricercatori dell’Università di La Jolla, in California, potrebbe cambiare radicalmente la terapia dell’artrite reumatoide. Come spiegato sulla rivista Science Traslational Medicine da Nunzio Bottini, primo firmatario dell’articolo, tutto nasce dalla comprensione del ruolo di una popolazione di cellule chiamate sinoviociti simili ai fibroblasti (fibroblast-like synoviocites o FLS).

Di norma queste cellule servono a lubrificare le cartilagini delle articolazioni, ma nella malattia sono responsabili dei danni alle ossa e dello stato infiammatorio cronico, dal momento che si diffondono nei tessuti circostanti, e attivano processi di distruzione degli stessi. In base a quanto riportato dai ricercatori, l’attività di queste cellule può essere tenuta a bada agendo su una classe di proteine presenti sulla loro superficie, i recettori chiamati RPTPσ: nei modelli animali, l’intervento su RPTPσ con opportuni farmaci biologici fa migliorare i sintomi e, soprattutto, rallentare molto l’erosione di cartilagini e ossa.

Ora gli esperimenti proseguiranno, ma è la prima volta che si agisce direttamente sulle FLS, ritenute da tempo tra le principali responsabili della malattia, anche quando i sintomi non sono gravi (perché nel frattempo la distruzione dei tessuti continua). Se si riuscisse ad arrivare a nuove terapie basate sulle FLS, i primi a beneficiarne potrebbero essere i pazienti (ben quattro pazienti su dieci) che non rispondono alle terapie standard.’

A.C.
Data ultimo aggiornamento: 21 maggio 2015