Non sempre le cure più costose sono quelle che danno anche i risultati migliori

I ricercatori dell’Università di Lovanio (Belgio) hanno messo a confronto tre diversi schemi terapeutici su 290 pazienti con una forma precoce di malattia: effetti clinici simili, ma prezzi, ed effetti collaterali, molto diversi

Contro l’artrite reumatoide, che colpisce circa l’1% della popolazione, sono disponibili diversi farmaci, alcuni dei quali – i più moderni – molto costosi. Per capire se il vantaggio offerto da questi ultimi sia o meno tale da tutti i punti di vista, un gruppo di reumatologi dell’Università di Lovanio, in Belgio, ha selezionato 290 pazienti con una forma precoce della malattia, e li ha sottoposti a uno tra tre tipi di cura: la cosiddetta COBRA classica (composta da metotrexate, sulfasalazina e glucocorticoidi ad alte dosi), la COBRA Slim (solo metotrexate e dosi moderate di glucocorticoidi) e la COBRA Avant Garde (metotrexate, leflunomide – uno dei farmaci più nuovi – e moderate dose di glucocorticoidi), per 16 settimane. Come riferito sugli Annals of Rheumatic Diseases, alla fine del trattamento non sono emerse differenze significative nell’esito: in media sette malati su dieci (con differenze non molto significative fra i diversi tipi di trattamento) hanno mostrato segni chiari di remissione. Ciò che è apparso molto diverso, invece, sono stati gli effetti collaterali: la forma Slim ne ha infatti comportati circa la metà rispetto alle altre, oltre a essere più semplice e molto più economica (1.000 dollari al mese contro i circa 15.000 delle altre). Non sempre, dunque, la terapia più "abbondante" è necessariamente la migliore - sembra suggerire lo studio.

 

 

 

 

A.B.
Data ultimo aggiornamento: 15 novembre 2014