I batteri dei denti e della saliva "marker" dell’artrite reumatoide

L’esame della flora batterica residente in diversi tessuti potrebbe rivelarsi di grande aiuto nella diagnosi e nel trattamento dell’artrite reumatoide. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine dai ricercatori dello Union Medical College Hospital di Pechino (Cina) dimostra, infatti, che nelle persone colpite da questa malattia sono presenti alterazioni significative nella microflora dentale, salivare e fecale; in particolare, risultano molto bassi i livelli di alcuni batteri del genere Haemophilus, e alti quelli di Lactobacillus salivarius, così come risulta compromesso il metabolismo di molti ioni importanti tra i quali il ferro, lo zolfo, lo zinco, e dell’aminoacido arginina (processi per i quali è fondamentale l’equilibrio della microflora).

Una conferma indiretta del ruolo della microflora nell’artrite reumatoide giunge poi da un’altra serie di esperimenti condotti dagli stessi ricercatori di Pechino, che dimostrano come, in seguito al trattamento con i farmaci utilizzati in clinica e chiamati DMARD (da Disease Modifying Antirheumatic Drugs), la situazione dei batteri torni più vicina alla normalità.

Gli autori hanno anche ipotizzato una potenziale applicazione clinica a scopo diagnostico di questi studi, definendo tre standard di normalità (e patologia) per i tre diversi distretti (ghiandole salivari e saliva, denti e cavo orale, intestino), e hanno verificato la possibilità di elaborare una diagnosi in base alle sole anomalie della flora batterica. Il risultato è stato un’attendibilità del 100%: a certe alterazioni delle popolazioni batteriche corrisponde la malattia, sempre.

Ora gli studi proseguono per convalidare le possibili applicazioni diagnostiche, e per  capire come sfruttare queste conoscenze a fini terapeutici.’

A.C.
Data ultimo aggiornamento: 09 settembre 2015