Così l’Helicobacter pylori può "proteggere" dalla sclerosi multipla

L’Helicobacter pylori, batterio associato alla formazione di ulcere gastriche, potrebbe influenzare l’insorgenza della sclerosi multipla, e farlo in modo diverso a seconda che la malattia colpisca un uomo o in una donna. A suggerire il legame è uno studio pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosugery & Psychiatry, che pur non fornendo una spiegazione dei meccanismi alla base delle differenze osservate indica che la presenza di questo microbo potrebbe esercitare un’azione protettiva soprattutto nei confronti dell’organismo femminile.

L’Helicobacter pylori è presente in circa metà della popolazione mondiale; in genere si insedia nello stomaco prima dei 2 anni di età e, se non opportunamente trattato, rimane nell’organismo tutta la vita. Questo studio ha previsto di monitorarne la presenza in 550 pazienti con sclerosi multipla e 300 persone senza la malattia. Gli autori, neurologi dell’University of Western Australia di Nedlands (Australia), hanno rilevato una prevalenza dell’infezione nettamente minore nelle donne con sclerosi multipla. Inoltre le donne con sclerosi multipla positive all’Helicobacter erano caratterizzate da una sintomatologia meno grave. Al contrario, negli uomini il batterio è risultato associato a un grado di disabilità peggiore.

Sembra quindi che l’Helicobacter pylori possa esercitare un effetto protettivo contro lo sviluppo della sclerosi multipla, che però nel caso degli uomini sembrerebbe venire meno dopo la manifestazione della patologia. Ma c’è di più. Questa scoperta potrebbe infatti aiutare a confermare la teoria igienica, secondo cui la corretta maturazione del sistema immunitario (cui corrisponderebbe un minor rischio di malattie autoimmuni e allergie) sarebbe favorita dall’esposizione precoce alle infezioni.

A.B.
Data ultimo aggiornamento: 22 luglio 2015