Contro la perdita di memoria esercizi per l’immaginazione

Tra gli effetti neurologici della sclerosi multipla in forma grave vi è anche la perdita di memoria cosiddetta autobiografica (o AM, da autobiographical memory), cioè relativa a episodi della propria vita, e di quella dell’immaginazione episodica futura (o EFT, da episodic future thinking), che consiste nella capacità di immaginarsi in un futuro prossimo, relativamente ad alcune situazioni. Questo può avere conseguenze anche pesanti sulla qualità di vita dei malati, poiché entrambe le funzioni aiutano molto a mantenere integro il senso del sé e a trovare l’energia mentale necessaria per affrontare nel modo giusto la malattia.

Per questo un gruppo di esperti francesi, dell’Università di Strasburgo, ha condotto una serie di sedute con una quarantina di malati in fase recidivante della malattia, sottoponendoli a sei sedute da due ore di esercizi per l’immaginazione mentale visiva (o MVI, da mental visual imagery) oppure a tecniche finte, dalle quali non ci si attendevano risultati, come controllo. Gli esercizi comprendevano quattro passaggi di crescente difficoltà, che avevano lo scopo di insegnare nuovamente ai malati a esercitare le funzioni immaginative e della memoria, sotto la guida costante di un neuropsicologo adeguatamente formato.

Alla fine, secondo quanto riferito sulla rivista Restorative Neurology And Neuroscience, tutti i partecipanti trattati con la vera MVI hanno riferito un miglioramento generale e specifico per quanto riguardava la memoria autobiografica e quella episodica futura, che si è riflesso sulle loro attività quotidiane e sui livelli di autocontrollo e vitalità. Questo miglioramento non c’è stato, invece, nei pazienti che erano stati sottoposti alle tecniche finte.

I ricarcatori sperano che questo tipo di strategie possa essere convalidato con sperimentazioni più ampie e, se confermato, inserito nei normali programmi di cura dei malati.

Agnese Codignola
Data ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2015