Gli alimenti senza glutine non sempre sono così salutari

I cibi gluten-free possono essere ingannevoli e non molto salutari. A questa conclusione è arrivato uno studio presentato a Praga durante il congresso della Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica. I ricercatori hanno analizzato 654 prodotti senza glutine presenti sul mercato, confrontandoli con quelli con il glutine. Il risultato, come scrive Agnese Ferrara su repubblica.it, è che molti alimenti senza glutine hanno più grassi, rispetto agli altri, e una quantità insufficiente di proteine. Ma i consumatori, tra i quali spesso anche persone non celiache, pare ne siano del tutto inconsapevoli. È necessaria la riformulazione di questi prodotti, dicono i nutrizionisti, per fare in modo che la dieta dei pazienti con celiachia, in particolare dei bambini, sia bilanciata meglio. Ecco l’articolo di Agnese Ferrara.


Gli alimenti senza glutine non sarebbero così salutari come sembra. L’ennesima conferma (con tanto di prove) arriva dai nutrizionisti della Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Espghan) riuniti a Praga per il 50esimo congresso. I ricercatori hanno confrontato 654 prodotti gluten-free come pane, pasta, pizza, farine e biscotti di 25 marche diverse, con gli equivalenti che invece contengono il glutine. I risultati dell’analisi sono stati presentati oggi al congresso.

«Complessivamente i diversi tipi di pane senza glutine avevano un livello molto maggiore di grassi e acidi grassi saturi, le paste un più basso contenuto di proteine e zuccheri e i biscotti un minimo contenuto di proteine e troppi lipidi. Il pane, la pasta e le farine con il glutine, invece, hanno un contenuto 3 volte maggiore di proteine rispetto ai loro sostituti gluten-free", spiegano gli esperti dell’Espghan.

Gli scienziati riuniti a Praga hanno lanciato un appello affinché questa tipologia di cibi sia riformulata con materie prime più salutari per assicurare una nutrizione più sana, soprattutto durante l’infanzia. «L’intolleranza al glutine colpisce l’1% della popolazione europei e una dieta senza glutine va seguita per tutta la vita» spiega Joaquim Calvo Lerma, del gruppo di ricerca sulla celiachia e immunopatologia digestiva all’Instituto de Investigation Sanitaria La Fe a Valencia, in Spagna, a capo dell’indagine. «Inoltre un numero sempre crescente di persone mangia senza glutine perché convinta sia più salutare, anche se non sono affetti da celiachia. E’ imperativo che il mercato dei cibi sostitutivi sia riformulato per assicurare che tali alimenti siano uguali agli altri dal punto di vista nutrizionale. Ciò è particolarmente importante per i bambini perché una dieta così sbilanciata influenza il loro sviluppo e aumenta il rischio di obesità durante l’infanzia».

Sulla questione interviene Daciana Sarbu, vice direttore del comitato per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare al Parlamento Europeo. «La legislazione europea prevede l’etichettatura nutrizionale obbligatoria anche per gli alimenti gluten-free preconfezionati - spiega. - Tuttavia i prodotti alimentari non pre-imballati, come il pane o le pizze senza glutine, non sono soggetti agli stessi requisiti di etichettatura. In questo caso, i consumatori potrebbero essere meno consapevoli delle importanti differenze nutrizionali con impatti sanitari potenzialmente significativi».

«Il dato è noto in pediatria sia ai nutrizionisti che ai gastroenterologi, - commenta Andrea Vania, pediatra nutrizionista al dipartimento di pediatria Sapienza-Università di Roma. - Per rendere più appetibili gli alimenti gluten-free, e simili agli altri, le industrie impiegano una quota più elevata di grassi, in particolare nei prodotti come biscotti, merende e biscotti da tè. Il calo delle proteine, invece, è inevitabile perché il glutine è la proteina che permette al pane di essere pianificato e alla pasta di tenera la cottura. Levandolo, la percentuale di proteine cala ma questo aspetto preoccupa molto meno, perché la nostra alimentazione contiene già troppe proteine e zuccheri e il rischio di deficit nei bambini è molto raro».

Cosa fare allora se il proprio figlio o figlio è celiaco?. «È bene che tali prodotti vengano riformulati - precisa Vania - ma nel frattempo il consiglio che do ai genitori di bambini con celiachia è di cucinare il più possibile a casa i cibi gluten free, usando solo ingredienti sani e privi di glutine, senza grassi e addensanti in più. Le ricette sono davvero molte e si trovano anche nel web. Si possono fare la pasta fresca, i biscotti, i dolci farciti con l’uso di creme fatte con la fecola di patate o maizena. Ci sono molti ingredienti alternativi, come l’amido di mais e la fecola di patate, privi di glutine e senza grassi in eccesso».

AGNESE FERRARA
Data ultimo aggiornamento: 18 maggio 2017

Fonte: repubblica.it/salute