Artrite, meno dolore fisico
se il tono dell’umore è positivo

L’umore influisce in misura significativa sul dolore associato all’infiammazione, tipico dell’artrite reumatoide. I malati – e i loro medici - ne sono consapevoli, ma finora non c’erano stati studi convincenti che dimostrassero l’importanza di un approccio positivo alla malattia e, in generale, del controllo dei sintomi depressivi per evitare il più possibile un aggravamento di quelli fisici. Ora però uno studio pubblicato sugli Annals of Behavioural Medicine e condotto dai reumatologi dell’Università della Pennsylvania (Stati Uniti) dimostra che, in effetti, a un peggioramento dello stato dell’umore corrisponde sempre lo stesso fenomeno sulla sintomatologia dolorosa.

Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno selezionato un gruppo di malati e a ognuno di loro hanno dato uno smartphone con una specifica app, che permetteva di segnalare, cinque volte al giorno - rispondendo a specifiche domande - il tono dell’umore e la situazione fisica (gonfiore, limitazione alle attività quotidiane, dolore e così via). I ricercatori hanno chiesto ai pazienti di rispondere per una settimana; alla fine hanno dimostrato che i due aspetti vanno di pari passo e, un po’ a sorpresa, che è più rilevante l’effetto di un pensiero positivo rispetto a quello della depressione, sui sintomi della malattia. Secondo gli studiosi, quanto osservato rende concreta l’idea di affiancare alle terapie convenzionali, farmacologiche e fisioterapiche, anche uno specifico controllo e (in caso di necessità) supporto psicologico, come una terapia comportamentale, che aiuti a gestire al meglio i momenti di depressione, evitando che abbiano conseguenze sul dolore.

A.C.
Data ultimo aggiornamento: 19 settembre 2015