Allattare al seno protegge dalle allergie

Il latte materno influenza positivamente i batteri buoni che "colonizzano" l’intestino del neonato. Ma non basta: una serie di studi, eseguiti negli Usa, dimostrano, per la prima volta, che l’allattamento al seno influenza anche i linfociti T regolatori, fondamentali per la gestione del sistema immunitario

In che modo l’allattamento al seno influenza la flora batterica intestinale dei neonati e questo, a sua volta, condiziona lo sviluppo di allergie? Per fare chiarezza sull’argomento, molto dibattuto negli ultimi anni, i ricercatori dell’Henry Ford Hospital di Detroit (Stati Uniti) hanno presentato, al congresso annuale dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology, che si è svolto a Houston, i risultati di sei studi eseguiti partendo dai dati di un’altra ampia ricerca, condotta sempre dal team dell’Henry Ford Hospital, e chiamata Wayne County Health, Environment, Allergy and Asthma Longitudinal Study (nell’ambito di questa ricerca, in sigla WHEALS,  sono state monitorate mille famiglie di Detroit, per valutare gli effetti dell’ambiente sulla salute e, in particolare, proprio su asma e allergie). 

«Il primo sviluppo della flora batterica intestinale nel neonato ha un impatto importante sulla sua salute, che influenzerà il resto della sua vita, perché è strettamente legato allo sviluppo del sistema immunitario - spiega Barbora Jancikova, medico pediatra specialista in neonatologia presso la Clinica Santa Chiara di Locarno.- Dal fallimento della risposta immunologica può dipendere lo sviluppo di malattie autoimmuni e atopiche (cioè legate a iper-allergie, n.d.r.)».

Lo studio americano ha dimostrato che i bambini allattati al seno dalla nascita fino a un mese, oppure fino a sei mesi, hanno una microflora batterica diversa da quelli allattati artificialmente. Le differenze possono influenzare, come dicevamo, lo sviluppo del sistema immunitario. «Il latte materno contiene zuccheri chiamati oligosaccaridi, e altre molecole, che hanno un effetto prebiotico, cioè vengono assorbiti dalla flora intestinale e stimolano la crescita dei cosiddetti “batteri buoni”, come i Lattobacilli e Bifidobatteri», dice Barbora Jancikova. 

Ma non basta. Secondo i ricercatori americani, i bambini di un mese allattati al seno sono meno allergici agli animali domestici rispetto agi altri. Per la prima volta, l’allattamento al seno è stato associato a variazioni nei linfociti T regolatori, importantissimi per la regolazione, appunto, del sistema immunitario. Inoltre, la composizione della microflora batterica intestinale è risultata, sempre secondo gli studi americani, influenzata da fattori quali il gruppo etnico di appartenenza della madre; l’esposizione pre e post natale al fumo; il parto vaginale o cesareo; la presenza di animali domestici in casa.

Tutti i dati confermano la validità della teoria igienica, secondo la quale per far maturare regolarmente il sistema immunitario e ridurre il rischio di allergie, intolleranze e altre malattie, è bene che i bambini piccoli, oltre a essere allattati al seno, entrino in contatto con gli allergeni (cioè con le sostanze che possono provocare reazioni allergiche). «La ridotta esposizione ai microbi, dovuta a un eccesso di igiene, può provocare un alterato modello di colonizzazione dell’intestino, da parte della flora batterica, e aumenta il rischio di disturbi immunitari - continua Barbora Jancikova. - L’incidenza di queste patologie, elevata nelle società industrializzate, si riduce se si è vissuti in famiglie numerose, si è stati a contatto con un numero maggiore di fratelli o con animali domestici, si è cresciuti nelle fattorie o si sono frequentati asili nido». La strada che l’apparato difensivo prenderà nell’età adulta è dunque influenzata da tanti fattori. «A seconda del parto, naturale o cesareo, il neonato entrerà in contatto con alcuni batteri (Lactobacillus, Prevotella o Sneathia) piuttosto che altri (Staphylococcus, Corynebacterium o Propionibacterium)» - conclude Barbora Jancikova. E così via fino all’allattamento, con i batteri che il neonato incontrerà sul capezzolo della mamma o nel biberon, le prime pappe, i primi contatti con altri bambini. Tutto questo fino ai tre anni di vita, quando i bambini sviluppano una flora intestinale (o microbiota, come si dice in termine tecnico) più stabile, con una composizione che rimarrà anche nell’età adulta. 

Agnese Codignola
Marianna Castelluccio

Data ultimo aggiornamento: 23 marzo 2015